Come riconoscere un cartomante serio
Ci sono frasi che, se le senti, dovresti riattaccare senza sentirti in colpa. E ci sono obblighi di legge che un servizio serio rispetta sempre. Ecco entrambi gli elenchi.
Questo articolo è scomodo da pubblicare per un sito che offre consulti di cartomanzia, perché descrive esattamente i modi in cui il settore può fare del male alle persone. Lo pubblichiamo lo stesso, per una ragione pratica: chi sa riconoscere una trappola diventa un interlocutore migliore, e un interlocutore migliore ha consulti migliori.
Cosa dice la legge italiana
La cartomanzia telefonica in Italia non è una zona franca. I servizi a sovrapprezzo sono regolati dal Decreto Ministeriale 145/2006, e alcune cose non sono opinabili.
- Il costo al minuto deve essere comunicato prima che la conversazione a pagamento cominci, con un messaggio gratuito.
- Va indicata la durata massima della chiamata.
- Il servizio è vietato ai minori di diciotto anni, e la cosa va detta.
- Devono essere identificabili il fornitore del servizio e la natura di ciò che si acquista.
- La cartomanzia va presentata come intrattenimento: non è una prestazione professionale sanitaria, legale o finanziaria.
Se chiami un numero e ti trovi in conversazione senza aver sentito nulla di tutto questo, non stai risparmiando tempo: stai parlando con qualcuno che ha già deciso di non rispettare le regole. Riattacca.
I segnali buoni
Un servizio fatto bene si riconosce prima ancora di parlare con qualcuno.
I prezzi si trovano subito. Non in fondo alla pagina, non in grigio chiaro su fondo bianco, non dopo tre clic. Se per sapere quanto costa devi cercare, la scelta di nasconderlo è deliberata.
Si sa chi c'è dall'altra parte. Nome o pseudonimo, codice, ambiti di cui si occupa. Un elenco di foto anonime senza alcuna informazione è un cattivo segno.
Si sa chi è disponibile ora. Un servizio che mostra in tempo reale chi è libero e chi è in consulto non ti fa pagare un'attesa. Chi ti tiene in linea «finché si libera» ti sta facendo pagare il silenzio.
C'è una società dietro. Partita IVA, ragione sociale, un recapito. Sono dati che per legge devono esserci e che, banalmente, dicono che esiste qualcuno a cui rivolgersi se qualcosa va storto.
Le frasi che non dovresti mai sentire
Questo è l'elenco che conta. Sono formule ricorrenti, e tutte hanno la stessa struttura: creano un problema che solo chi parla può risolvere, a pagamento.
«Su di te c'è una negatività, ma posso toglierla»
È la più comune e la più dannosa. Prima si installa una paura, poi si vende la cura. Nessuna lettura di carte può diagnosticare una «negatività», e nessun rito a pagamento la rimuove. Se la senti, riattacca: non c'è una versione buona di questa frase.
«Serve un lavoro, un rito, una candela»
Qualunque proposta che implichi un pagamento aggiuntivo rispetto al costo della telefonata è il momento in cui il consulto smette di essere un consulto. Le cifre chieste in questi casi partono da qualche centinaio di euro e non hanno un tetto, perché il «lavoro» non finisce mai.
«Non dirlo a nessuno, non capirebbero»
L'isolamento è lo strumento principale di chi vuole approfittarsi di qualcuno. Una lettura onesta non ha bisogno di segretezza. Se ti viene chiesto di non parlarne con le persone che ti vogliono bene, il motivo è che quelle persone ti direbbero di smettere.
«Richiamami fra un'ora, la situazione si sta muovendo»
Le letture non hanno aggiornamenti in tempo reale. Questa frase serve solo a moltiplicare le telefonate.
«Ti dico la data esatta»
Nessuna carta contiene un calendario. Chi promette date precise sta dando alla persona che chiama esattamente ciò che vuole sentire, il che è il contrario del suo mestiere.
Il segnale d'allarme più sottile: il consulto che non finisce
C'è una tecnica che non usa nessuna frase sospetta e funziona benissimo lo stesso: non chiudere mai del tutto. Si risponde a metà, si lascia un dettaglio in sospeso, si accenna a «una cosa che si vede ma di cui parliamo la prossima volta».
Chi riattacca con la sensazione di aver quasi capito richiama. Un buon consulto invece finisce: ti lascia con una lettura completa, e se vuoi richiamare è perché è successo qualcosa di nuovo, non perché ti manca un pezzo.
Una lettura onesta si chiude nella telefonata in cui è cominciata. Tutto quello che viene rimandato alla volta successiva è, con ottima probabilità, un metodo commerciale.
Perché il settore si porta dietro questa fama
Vale la pena capire da dove nasce la diffidenza, perché aiuta a orientarsi.
La cartomanzia telefonica vive di un meccanismo economico semplice: si guadagna sui minuti. Questo, di per sé, non è un problema — è lo stesso modello di un consulente che fattura a ore. Diventa un problema quando qualcuno decide di ottimizzarlo, cioè di far durare le telefonate più del necessario o di moltiplicarle.
Da lì derivano tutte le tecniche descritte sopra: la paura installata, il dettaglio lasciato in sospeso, il rito da pagare a parte. Non sono l'essenza del mestiere, sono la sua degenerazione commerciale. La differenza fra i due casi è visibile a occhio nudo, e ora sai dove guardare.
Le domande da fare tu
Un modo rapido per capire con chi stai parlando è invertire i ruoli nei primi minuti. Tre domande bastano.
- «Con che mazzo stai lavorando?» Chi legge davvero risponde in un secondo. Un'esitazione dice molto.
- «Questa cosa si vede nelle carte o è una tua impressione?» È la domanda più utile in assoluto, e una persona onesta distingue volentieri fra le due.
- «C'è qualcosa che le carte non possono dirmi su questo?» Chi risponde «no, si vede tutto» sta esagerando. Chi ammette un limite è affidabile.
Nessuna di queste domande è scortese. Sono le stesse che faresti a un professionista qualunque, e chi lavora bene le accoglie senza irrigidirsi.
Come proteggerti, in pratica
Decidi il budget prima. Non durante. Stabilisci quanti minuti vuoi dedicare e tienili. La decisione presa a freddo vale più di quella presa mentre si è coinvolti.
Non chiamare nel momento peggiore. Le ore più difficili — la notte dopo una lite, il giorno di una separazione — sono quelle in cui si è più disposti a credere a qualunque cosa. Se puoi, aspetta la mattina.
Non dare mai dati bancari al telefono. Un consulto si paga con la telefonata o con una ricarica fatta da te su un sito. Nessuno deve chiederti il numero della carta a voce.
Controlla il conto telefonico. Una volta ogni tanto, guarda quanto è stato speso davvero. È il modo più semplice per accorgersi di un'abitudine che è diventata più costosa di quanto sembrasse.
Parlane con qualcuno. È l'antidoto più efficace, ed è il motivo per cui chi vuole approfittarsene ti chiede di non farlo.
E se è già successo
Se hai già pagato per un «rito» o per una rimozione di negatività, due cose. La prima: non sei stupido. Queste tecniche funzionano perché colpiscono le persone in un momento di fragilità, e la fragilità non è una colpa. La seconda: si può segnalare. L'AGCOM raccoglie le segnalazioni sui servizi a sovrapprezzo, le associazioni dei consumatori assistono nei reclami, e il proprio operatore telefonico può bloccare del tutto le chiamate verso le numerazioni a sovrapprezzo, su richiesta e gratuitamente.
Cosa aspettarsi da un consulto fatto bene
Per chiudere con l'elenco positivo. Un buon consulto: comincia dicendoti quanto costa; ti lascia parlare prima di parlare; usa parole che capisci; ammette quando una domanda non ha una risposta nelle carte; non ti spaventa; non ti chiede soldi oltre la telefonata; e finisce.
Se dopo aver riattaccato ti senti un po' più lucido e non più agitato di prima, hai parlato con la persona giusta.
Domande frequenti
La cartomanzia telefonica è legale in Italia?
Sì, ed è regolata: il Decreto Ministeriale 145/2006 impone di comunicare il costo al minuto prima della conversazione a pagamento, indicare la durata massima, vietare il servizio ai minori di diciotto anni e identificare il fornitore. Il servizio va presentato come intrattenimento.
Cosa devo fare se mi propongono un rito a pagamento?
Riattaccare. Qualunque richiesta di denaro aggiuntivo rispetto al costo della telefonata è il momento in cui il consulto smette di essere tale. Nessuna lettura di carte può diagnosticare una negatività, e nessun rito a pagamento la rimuove.
Un cartomante può dirmi una data precisa?
No. Nessuna carta contiene un calendario. Chi promette date esatte sta dando a chi chiama ciò che vuole sentire, che è il contrario del mestiere di chi legge.
Come faccio a bloccare le chiamate verso i numeri a sovrapprezzo?
Si può chiedere al proprio operatore telefonico di attivare il blocco delle numerazioni a sovrapprezzo. È un servizio gratuito e si può disattivare in qualsiasi momento.
A chi posso segnalare un servizio scorretto?
AGCOM raccoglie le segnalazioni sui servizi a sovrapprezzo. Le associazioni dei consumatori assistono nella presentazione dei reclami, e il proprio operatore telefonico può intervenire sul blocco delle numerazioni.
Come capisco se ho parlato con la persona giusta?
Dal come ti senti dopo aver riattaccato. Se sei un po' più lucido e non più agitato di prima, il consulto ha funzionato. Se hai la sensazione di aver quasi capito e di dover richiamare per il resto, quasi sempre è una tecnica.